Abbasso le politiche di rigore! l'unico modo di ricominciare a crescere è quello di aumentare il DEFICIT. ma i paesi forti dell'Europa non ce lo permetteranno MAI, allora l'unico modo di sopravvivere per noi e per tutto gli altri paesi considerati economicamente deboli è tornare a una MONETA NAZIONALE!

lunedì 28 dicembre 2015

L'Europa funziona in totale asimmetria economica

Inizio con un intervento di Sapelli molto esplicativo sul senso di questo post:



L'asimmetria tra paesi del nord e del sud sta aumentando grazie alla prsenza di una moneta unica in un'area valutaria che non è per niente ottimale. In Europa non si sta facendo nulla per ridurre questa disparità evidente. Non si può definire UNIONE quello che invece è un progetto di colonizzazione della Germania. Se un paese campa di export e quindi vive indebitando gli altri paesi, non può poi imporre un tetto al deficit pubblico e al debito ai suoi debitori, è anacronistico e senza senso.
Se poi ci metti che il paese egemone di questo sistema (Germania) ha un elevato livello di ottusità della classe dirigente politica ed economica, il dramma diventa tragedia.

L'imposizione di "frontiere aperte" a paesi che non hanno nessun bisogno di nuova forza lavoro per alimentare un bacino di lavoratori dell'unico paese che sta producendo e vendendo, pur trovandosi in una situazione demografica difficilissima, cioè la Germania, amplifica questa asimmetria.
In Germania non si fanno più figli nonostante la Merkel abbia speso non pochi soldi per incentivare la natalità, per cui hanno bisogno dell'entrata degli immigrati nel paese e si stano attivando con programmi di integrazione molto costosi per poterli immediatamnete inserire nel mercato del lavoro. Del resto non ci si stupisce se la Germania non fa figli visto che si continua a precarizare il lavoro e a parte una breve parentesi recente, ad abbattere il salario. Tutto questo a causa di una politica economica volta all'export invece che alla domanda interna per cui i livelli di inflazione devono essere mantenuti bassi altrimenti la Germania cessa di essere "competitiva" all'estero.
Dobbiamo fare selezione del personale per la Germania e ci danno le bricioline in cambio (350 ml se arriveranno) dall'altra parte la Turchia farà lo stesso ma con promessa di 3 miliardi di euro e l'entrata in "pompa magna" in UE. Intanto la redistribuzione degli immigrati non sta funzionando, sono stati redistribuiti poche centinaia di individui su 140.000, che erano nei patti.

Le sanzioni alla Russia con contestuale cassazione del progetto "South Steam"  stanno facendo il resto, senza contare che nella più assoluta incoerenza si sta progettando un secondo troncone della "North Stream" che dovrà passare (guarda caso) solo da Olanda e Germania, mentre South Stream sarebbe passato su un buon numero di paesi balcanici nonchè su Grecia e Turchia, avrebbe coinvolto l'Italia con l'Eni che era la capofila, ma avrebbero partecipato anche la Frencia, la Germania e la Bulgaria con le loro aziende nazionali. Capite bene che il primo progetto avrebbe portato ricchezza e sviluppo a buona parte dei paesi Europei mentre il secondo interessa solo due paesi del nord.

Si è fatta un'unione bancaria senza però un fondo di garanzia Europeo, perchè la Merkel non gradiva, però noi abbiamo dovuto recepire la normativa sul Bail-IN, che sta già portando i primi problemi, anche in considerazione che questo governo tra le scelte possibili fa sempre quella peggiore.

Conclusione? L'UE deve finire, non basta solo eliminare la moneta unica, se non si è compreso fino ad oggi che non siamo fatti economicamnete per stare insieme allora mi chiedo quali altre prove debbano ancora arrivare a supporto di questa tesi.

sabato 14 marzo 2015

Come si vive bene in Germania: capitolo secondo

Ma siete "de coccio"...ancora mi arrivano twitt offesissimi per il fatto che metto in evidenza da almeno due anni che la Vita in Germania non è così felice come la si dipinge...allora continuiamo a portare prove di quanto affermato:




GERMANIA Locomotiva dalla Caldaia BUCATA 02/03...


...e poi per chi tante volte non fosse ancora convinto un estratto di un telegiornale di RAI1



A questo punto se ancora non ci credete...che ve devo dì....

lunedì 10 novembre 2014

Pentimento di uno di "DESTRA"


Dopo l'edizione di quest'anno del convegno "Euro, mercati, democrazia 2014", è sempre tempo di profonde riflessioni per cui vi lascio questo mio outing politico.
Sono una partita IVA praticamente da sempre e da sempre mi sono lasciato sedurre da filosofie politiche di destra più o meno liberiste. Ho fatto il venditore per molti anni, ho venduto di tutto dagli aspirapolveri alle abitazioni, ho studiato marketing e comunicazione e come ogni buon "imprenditore di sè stesso" mia preponderante convinzione è stata sempre che "volere è potere" e i miei esempi di comportamento li ho sempre trovati nei vari libri che propinavano ricette di come arrivare al successo a tutti i costi. Insomma un classico professionista che esce la mattina con la valigetta pronto a conquistare il mondo. Non dovrebbe stupire quindi come non avessi una grande considerazione del lavoratore medio a tempo indeterminato. Nella convinzione che più lavori, più produci e più guadagni, guardavo con sufficienza chi si accontentava di uno stipendio mensile, felice di tornare a casa alle 17.30 o al massimo alle 18.00 e ansioso di andare il prima possibile in pensione. Io al contrario lavoravo 10/11 ore al giorno e potevo guadagnare il doppio o chissà anche il triplo. Nell'assoluta convinzione che fossero quelli come me a far muovere l'economia del paese, non certo quei lavativi che non vedevano l'ora di tornare a casa dopo il lavoro e si accontentavano del loro piccolo stipendio.
POI è ARRIVATA la CRISI!
Da allora le mie convinzioni quasi religiose sull'obiettività del mercato si sono infrante una dietro l'altra. In America la deregulation selvaggia permessa prima da Reagan e poi da Clinton ha portato al fallimento della Lehman Brothers con tutte le conseguenze che ben sappiamo. Sopratutto si è capito che il mercato non è affatto un luogo di equilibrio e obiettività e che, se si lascia fare, torna da solo nella posizione di equilibrio, ma al contrario è manipolato da 4/5 grandi banche d'affari internazionali che facendo parte anche del board delle imprese di rating manipolano non solo le imprese più piccole e le altre banche, ma anche le economia degli stati Europei visto che ormai, con una moneta unica, sono costretti tutti a vendere il loro debito sul mercato come qualsiasi altra impresa e sono quindi sottoposti al ricatto dei potenziali compratori e futuri creditori.
Inoltre io che pensavo che fossero i produttori a far muovere l'economia e che le misure dal lato della domanda fossero buone solo a far crescere l'inflazione, mi sono scontrato contro l'iceberg della deflazione e conseguente crollo dei consumi, che ha fatto crollare i prezzi anche del mio lavoro (che nel frattempo era cambiato). Dare soldi alle aziende non ha portato altro che alla distruzione graduale della domanda, perché gli stolti imprenditori per risparmiare soldi e fare più utili hanno portato il lavoro all'estero, i grandi costruendo sedi in altri paesi e i piccoli trovandosi fasonisti nei paesi dove i costi del lavori sono inesistenti. Risultato che i soldi pubblici servono a creare nuovo lavoro ma non in Italia. Infine le politiche di flessibilità del lavoro che stanno erodendo il numero dei lavoratori a tempo indeterminato e trasformandoli gradualmente in lavoratori senza diritti e facilmente ricattabili anche da un punto di vista salariale. Al posto di portare la Cina a diventare come noi, siamo noi a "cinesizzare" i nostri lavoratori ottenendo che oggi vivono in uno stato di preoccupazione costante per il futuro e quindi consumano poco perché sono sottopagati e perché risparmiano anche quel poco che guadagnano per paura di non avere neppure quello in futuro. Certo non sono in grado di pianificare spese a lungo termine e tanto meno di cospicua entità, come una casa o addirittura neppure una macchina. Questa è la prima generazione che sta peggiorando il livello di vita rispetto alla procedente.
Per cui, per concludere, ho capito che non ero io o i mie cari amici produttori per quanto efficienti, a fare l'economia, ma proprio quei "lavativi" con il salario sicuro ogni mese che si potevano comprare la macchina, la casa e mettere su famiglia, essendo certi di avere quello "straccio" di salario piccolo ma sicuro perché associato a un posto che sarebbe durato nelle loro aspettative per 20 o 30 anni e che sarebbe cresciuto in proporzione negli anni.
Quindi vorrei fare un appello a questa incoerente politica attuale: ridateci il posto fisso e magari anche la scala mobile perché non conta quanti prodotti produci in un'ora, ma quanti ne vendi!



domenica 13 luglio 2014

Basta con l'EURODITTATURA...abbattiamo la pubblicità pro-Europa

Può sembrare una stupidaggine, ma l'efficacia della pubblicità è indiscutibile e nessuno mi convincerà del fatto che non abbia influito nelle precedenti elezioni Europee il continuo bersagli amento di una serie di pubblicità che descriveva tutte le positività dello stare in Europa...bene, queste pubblicità, vista l'efficacia dimostrata vengono mandate in continuazioni sulle reti nazionali a spese di TUTTI compresi quelli che sono sfavorevoli a un'Unione Europea con le regole attuali e vorrebbe vedere sostanziali cambiamenti, il più importante l'abolizione della MONETA UNICA.
Per cui per mandare un segnale forte a chi ha usato un servizio pubblico per mandarci un messaggio subliminale così forte e per evitare che ciò si ripeta...FIRMIAMO in MASSA questa PETIZIONE! Grazie.
Eliminazione da tutte le reti nazionali delle pubblicità PRO-Europa

venerdì 7 marzo 2014

Meno male che non la penso solo io in questo modo!

Che sia chiaro chi inneggia all'IMU come strumento di giustizia ed equità fiscale danneggia anche le fasce meno abbienti, perchè se non viene tolto almeno l'IMU prima casa (ma chi legge questo blog sa che io suggerisco di tornare all'ICI del 2011, prima di Monti) le vendite non risaliranno sufficientemente, i valori delle abitazioni continueranno a calare e si danneggerà anche chi è proprietario di prima casa e non è nella fascia abbiente. Ricordiamo che l'80% delle famiglie italiane sono proprietarie di prima casa...tutti ricchi?

martedì 21 gennaio 2014

L'apoteosi della follia del Governo Letta: abolizione del contante nel pagamento delle locazioni.

Ringraziamo il Governo Letta per l'ultima botta di genio in materia di affitti: la legge di stabilità 2014, la legge n. 147 del 2013, ha previsto il divieto del pagamento in contanti dei canoni di locazione dal 1 gennaio 2014. da questa data si dovranno usare strumenti tracciabili, intendendo per tali assegni, bonifici, pagamenti con carte di credito, vaglia postali. Il divieto riguarda i canoni di locazione abitativa, ossia la residenza abituale, turistica, studentesca e anche gli affitti stagionali, mentre è escluso per negozi, uffici, capannoni, box e affitti di edilizia residenziale pubblica, per cui rimane in vigore il limite del contante a €. 999,99.
Questo fa presumere che si consideri men rischiose in termini di evasione fiscale la locazione residenziale che quella ad uso ufficio, e questo è tutto da dimostrare.
La sanzione prevista, oltre a quella pecuniaria, che non manca mai, è quella di non avere più diritto ai benefici fiscali previsti connessi agli affitti. Quindi se uno studente universitario, per esempio non dimostra che ha pagato l'affitto con un mezzo tracciabile, non gli sarà permesso di avere i vantaggi fiscali di detrazione per la locazione.
Questo sistema come al solito sfavorisce gli onesti, infatti se hai un contratto di locazione registrato non ti puoi esimere dal pagare le imposte, anche se i redditi derivanti da contratti di locazione di non sono effettivamente percepiti, perlomeno fino alla conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità del conduttore. Per cui se un contratto di locazione lo registri all'Agenzia delle Entrate devi comunque versare il corrispettivo fiscale, finché non dimostri di non essere stato pagato, mentre se non hai registrato il contratto di locazione, nulla potrà dimostrare che stai percependo un affitto e quindi potrai continuare a farti pagare in contanti, per tutto il tempo che vorrai senza sentirti costretto a dichiarare alcunché. Se invece hai un contratto con una cifra inferiore alla reale entità della locazione potrai continuare a farti dare la differenza in nero. Allora a cosa serve la tracciabilità? Non impedisce il pagamento in contanti se il contratto è in nero e il pagamento in contanti parziale se è una locazione ridotta. mentre chi ha un contratto già regolarmente registrato sarà costretto a far aprire un conto corrente ai propri inquilini, qualsiasi sia l'entità della locazione, anche solo per €. 50. Indovinate chi ne trarrà vantaggio?
Alla fine questo espediente favorirà il nero invece di combatterlo perché molti inquilini preferiranno evitare un contratto regolare pur di non dover aprire un conto corrente bancario, con estrema felicità dei proprietari di immobili scorretti.
Abbiamo cominciato con i pensionati, ora anche gli affittuari, quale sarà la prossima categoria costretta a piegarsi alla voracità del settore bancario italiano?

domenica 12 gennaio 2014

Per chi...in Germania si vive meglio!

La riforma del lavoro alla tedesca, molti la considerano la soluzione a tutti i mali del mondo, ma il MINI JOBS è ben lungi dall'essere una soluzione e sta portando il paese sulla soglia della povertà.


La verità sulla riforma del lavoro TEDESCA from Euroscettici on Vimeo.

Uno studio di  Paul De Grauwe e  Yuemei Ji  hanno messo in evidenza un dato sconcertante, il 20% più ricco dei tedeschi ha una ricchezza 149 maggiore del 20% più povero, mentre noi italiani, e con noi gli altri Pigs, stiamo intorno a 10. La redistribuzione della ricchezza è a livello di terzo mondo (L'Europa dei finti poveri e dei falsi ricchi. ed anche Ma i tedeschi sono davvero meno ricchi di Spagnoli, Italiani e Greci?)

Inoltre la situazione non sarà facilmente migliorabile in considerazione del fatto che uno studio compiuto da due esperti della Fondazione Bertelsmann, Jeremie Felix Gagne' e Robert Vehrkamp, insieme ad Armin Schaefer, dell'Istituto Max-Planck per la Ricerca sociale di Colonia, rivela che in Germania votano solo i benestanti.  "Chi e' disoccupato e ha pochi soldi, al momento delle elezioni rimane a casa", constata la Sueddeutsche, sottolineando che i risultati dello studio "fanno paura".
Per cui si presume che le decisioni politiche che seguiranno non saranno certo prese a favore delle classi sociali meno abbienti (Germania: allarme per elezioni, nel Paese votano solo benestanti - AGI)



Un caro amico, che di recente è andato a vivere a Berlino, mi dice che ormai gli unici lavori che si trovano in giro sono MINI JOBS. Molte abitazioni vengono acquistate da stranieri facoltosi, attratti dai bassi prezzi del "mattone" in Germania. Risultato è che il prezzo delle abitazioni si sta alzando e tra poco i Berlinesi non saranno più in grado di comprare case nella loro città perché i loro redditi diventeranno troppo bassi anche solo per un affitto...e questo accade a chi decide di fare politica economica rivolta solo a fare SURPLUS nei conti con l'estero, abbattendo i salari per rendere competitiva la produzione Tedesca e facilitare l'export a discapito della domanda interna. L'anticamera della povertà!

Aggiornamento dell'ultimo minuto: ascoltate cosa si dice in questa trasmissione....(dal minuto 16:38):

giovedì 5 dicembre 2013

Che stia cambiando qualcosa....

Perché penso che qualcosa si muova....
...e poi anche perchè...



...poi perchè (lo so è l'argomento di prima ma al TG1, per cui...)...



....ed infine perché "un certo professore è giunto fino alla Camera" (Alberto Bagnai)...



...e dopo è toccato anche ad altri due di andare alla Camera (Paolo Savona e Antonio Maria Rinaldi)...



...ma sopratutto perché c'è chi ci ROSIKA...(tanto, ma proprio tanto)
http://www.lastampa.it/2013/12/04/blogs/straneuropa/eutanasia-degli-euroscettici-0hXlnHaKG2IMTxOGZD2LCJ/pagina.html.

"Morire per l'euro" - i video del convegno

"L'euro contro l'Europa? La moneta unica di fronte alla crisi globale" - i video del convegno